"Il famoso interprete dello “stile castrato”, il cui acuto falsetto riesce a piombare nel baritono piu’ profondo con un effetto strabiliante"
The Evening Standard
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"Una voce rimarchevole"
The Financial Times
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“Una voce fuori dal comune, un’imponente presenza scenica“
The Sunday Times
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"Una voce molto intensa, un falsetto spiritico"
The Independent
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"Una gamma vocale davvero impressionante. Le sue acrobazie canore ricordano le qualita’ operistiche dei castrati"
The Scotsman
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“Ipnotizza lo spettatore. Una voce rimarchevole”
The Times
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"Colpisce lo spettatore per via della sua personalita’ travolgente ed una voce impressionante”
The Stage
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"Un incrocio fra Maria Callas e Marcel Marceau"
The Scotsman
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"Straordinario!"
The Guardian
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"Sconvolgente!"
The Sunday Times
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“Esilarante e sconvolgente!“
The Daily Mirror
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"Una voce eccellente"
The Stage
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"Il suo stile canoro riccamente decorato e’ estremamente divertente. Il comico piu’ amato della Sicilia"
Time Out
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“Un performer carismatico e capace di commuovere. Una voce straordinariamente potente. Quando raggiunge note alte, il suono viscerale ed alieno che riesce ad emettere e’ surreale.”
What’s On in London
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"Una voce in abiti femminili"
Time Out
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"Un professionista dell’opera, e’ il piece de resistance"
The Face
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"Fantastico"
Liverpool Daily Post
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"Una straordinaria gamma vocale"
Evening Argus
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"Il Farinelli Contemporaneo"
La Repubblica 21/2/2007
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"Maria Callas posseduta da Satana"
Wordpress.com
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"Il Farinelli moderno"
Corriere della Sera 1/10/2007
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"La splendida voce di Ernesto Tomasini"
Babilonia, Aprile 2008
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"Una voce acutissima. Sembra Julie Andrews "
Jenni Murray - BBC Radio 4
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"Non ho mai sentito niente di simile"
Frederick Dove - BBC World
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"WOW! Ha fatto esplodere I microfoni!"
Amy Lame' - London Live
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"La sua voce e’ fenomenale, molto bella. Come critico rock ho sentito parecchi cantanti rock cantare in falsetto ma nessuno con lo stessa naturalezza ed ampiezza di estensione vocale che Ernesto possiede"
Valerie Potter - Q
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"Ha piu’ ottave di un pianoforte"
Jonathan Dimbleby
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"Un comico divertentissimo ma anche un cantante unico"
Michael Chance
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"Straordinario"
Debbie Harry
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"Davvero incredibile"
Jarvis Cocker


Intervista de "La Voce di Atene" (STAMPA NAZIONALE GRECA)
23 Aprile 2007

1. Lei ha fatto parte di grosse produzioni commerciali ma al tempo stesso ha creato dei progetti personali e provocatori. Come e' riuscito a combinare entrambe e attraverso quale delle due nature preferisce esprimere la sua individualita' artistica?

I miei progetti sono quelli che - naturalmente - mi stanno piu' a cuore ma allo stesso tempo non ho mai saputo dir di no all'opportunita' di collaborare con artisti che ammiro anche se i loro lavori sono piu' "commerciali". Sono contento del fatto di riuscire a lavorare sia nel circuito underground che in quello piu' popolare e di mantenere la mia credibilita' intatta in entrambe. Credo che ciò sia dovuto al fatto che i personaggi che ho interpretato negli spettacoli "commerciali" sono sempre stati "particolari" e che i miei progetti vengono dal cuore. C'è una coerenza di fondo che tutti sembrano rispettare.

2. Può darci maggiori dettagli circa la sua collaborazione con il compositore Othon Mataragas e particolarmente circa le idee dietro progetti quali Digital Angel, Viv od Da e Greater Feast Massacre?

E tanti altri pezzi nuovi. Non ho mai amato ed ammirato una stessa persona in egual misura e con tanta intensità come Othon. Ci siamo conosciuti due anni e mezzo fa. All'epoca facevo il musical "Chicago" a Londra. Un Sabato notte, dopo lo spettacolo, andai a cantare una mia opera elettronica al leggendario Club Kaos. Un club avant garde (e segreto) per gli amanti delle "arti alternative". Non credo che esista luogo piu' decadente. Othon era nel pubblico e dopo lo show venne a visitarmi nel mio camerino. Da allora abbiamo trascorso gli ultimi due anni e mezzo quasi sempre insieme.

Per quel che riguardano le idee dietro i brani sarebbe meglio chiedere ad Othon. Da parte mia posso dire che, dal momento che i primi pezzi che ha scritto per me sono di natura religiosa (ma in chiave critica, sia chiaro), aveva bisogno di una voce che potesse esprimere quell'"alterita'", una voce capace di essere estremamente mascolina ma anche iper-femminile e a volte persino androgina. Abbiamo giocato con molte idee, esperimenti e suoni e siamo arrivati al risultato finale. Othon ha anche scritto per me canzoni che non sono operistiche. Io tratto tutti i suoi pezzi come se fossero dei drammi brevi in quanto sento che la sua sia una musica essenzialmente teatrale.

3. Lei si autodefinisce artiste extraordinaire. Quali sono le sue fonti di ispirazione per questa sua unica creazione artistica? Per esempio, cosa sente di avere in comune con i castrati del passato?

Un "artiste extraordinaire" era ai tempi antichi un performer che si esibiva in numeri di Varieta': Maghi, clown, acrobati. Divenne di moda alla fine del diciannovesimo secolo usare questo titolo anche per artisti che non facevano assolutamente nulla di straordinario (Ernesto ride). Cosi' io l'ho scritto sul mio bigliettino da visita un po' come uno scherzo, un po' come omaggio ai miei antichi predecessori ed un po' per esprimere il fatto che non mi considero un semplice attore/cantante ma mi sento piu' un guitto da baraccone. Ho cominciato nel cabaret siciliano e i fantasmi di quei miei primi spettacoli aleggiano su tutto cio' che faccio, persino oggi. Considero le commedie che ho scritto o prodotto ("The Veiled Screen", per esempio) degli adattamenti teatrali di spettacoli di varieta'.

Sento di avere molto in comune con i castrati. Come dice uno degli slogan del mio spettacolo "True or Falsetto? A Secret History of the Castrati": "Ci vogliono i coglioni per poter cantare senza!". Bisogna essere piu' forti quando si e' diversi. Ma la conversazione sui castrati e' lunga e complessa, hai altre 48 ore a disposizione?

4. Ritiene che nuovi approcci alla musica classica ed operistica siano possibili oggi per aiutarle a diventare piu' popolari e venire abbracciate da piu' vaste platee? Crede che il suo lavoro sperimentale, con il contributo di internet, possa essere fruito al di fuori del circuito underground/avant-garde?

No, credo di no e non ritengo che c'entri nulla l'approccio degli artisti alla musica. La nostra societa' e' ossessionata dal realismo nell'arte... la massa, intendo. Per piu' di 50 anni la televisione ha tolto loro la capacita' di sospendere l'incredulita', il desiderio di sognare. Si ritrovano ad esigere il REALE, ad esigere il PLAUSIBILE, ad esigere l'USUALE. Questo automaticamente esclude l'Opera, dal momento che - almeno in superfice - è l'essenza dell'illusione, dell'impossibile.

Io sono un intrattenitore fino in fondo e non potrei mai rifiutare qualunque tipo di pubblico decida di amare i miei spettacoli ma, in verità, al momento, sono perfettamente felice e lusingato dall'apprezzamento del circuito underground/avant-garde.

5. Che tipo di performance dobbiamo aspettarci ad Atene? Sarà qualcosa che rassomiglia ad uno spettacolo di cabaret o qualcosa di diverso?

Sara' un recital di musica classica oscura e deviata con un pianista/compositore virtuoso e fuori di testa ed un artiste extraordinaire basso/baritono/tenore/contralto/mezzosoprano/soprano! 

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